Chiloe Island è la seconda isola più grande del sud America, si trova a sud del Cile, e fa parte dell’omologo arcipelago.

L’arcipelago conta almeno 40 isole più o meno grandi, sono tutte abitate tranne 5.

Superficie : lunga 180 km. e larga 50 km., ha una superficie di 9.181 km.quadrati.

I principali centri abitati sono:
Castro, dal 1982 è la capitale della provincia di Chiloè , fu fondata nel 1567, ed è la terza città più antica del Cile, famosa per le sue costruzioni a palafitta, per il mercato, e per la Chiesa di san Francisco eletta a Monumento Nazionale, parte del comune è integrato nel Parco Nazionale di Chiloè.

Ancud, ex capitale della provincia di Chiloè, la seconda città dell’isola per importanza, fu fondata nel 1767, ospita il Museo Regionale di Ancud, e la Cattedrale di San Carlos.

Dalcahue, è nota per il suo mercato artigianato che ha luogo ogni domenica mattina, ed è il punto d’imbarco per l’isola di Quinchao.

Quellòn, è la terza città più grande dell’arcipelago, fu fondata nel 1906.

Chonchi, fu fondata nel 1754, nota per le sue case in legno di cipresso e per avere l’accesso al Parco Nazionale di Chiloè, e farne parte.

Achao, situata sull’isola di Quinchao e capoluogo della stessa, ospita la più antica chiesa in legno edificata dai Gesuiti a circa metà del XVIII secolo e dichiarata Patrimonio dell’Umanità.

Le chiese dell’arcipelago di Chiloè sono state costruite tutte interamente con il legno locale tra il XVIII ed i XIX secolo, sotto il dominio spagnolo, e sono state dichiarate tutte Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 2000.

Cenni Storici :

I nativi di questo arcipelago erano tre differenti popolazioni, i Huilliches ed i Chonos, che erano prevalentemente coltivatori ed allevatori, ed i Cuncos che era un popolo nomade e si dedicavano alla caccia ed alla raccolta, e si spostavano con le loro piroghe.

Le isole vennero avvistate per la prima volta dagli spagnoli nel 1540 da Alonso de Camargo mentre viaggiava verso il Perù.

Nel 1553 il capitano Francisco de Ulloa perlustrò l’arcipelago.

Nel 1558 ci fu la presa di possesso da parte di Garcìa Hurtado de Mendoza per conto della corona spagnola.

Nel 1567 iniziò la colonizzazione dell’isola maggiore, fondando la città di Castro.

Inizialmente l’isola venne chiamata Nuova Galizia, ma presto fu sostituito con il nome Chiloè, che è la denominazione data ad una specie di gabbiani bianchi con la testa nera, che vivono e nidificano sull’isola.

L’evangelizzazione del luogo venne portata avanti prima dai Gesuiti e poi dai Francescani, a questi ultimi si deve la costruzione delle tipiche chiese in legno locale.

L’indipendenza dalla Spagna dell’isola avvenne solo 8 anni dopo quella del resto del Cile, questa venne raggiunta solo dopo diverse insurrezioni locali, tra le quali una nel 1820 ed un’altra 1824, purtroppo andate male.

L’Isola di Chiloè si sviluppò grazie alla sua posizione strategica, infatti venne scelta ed organizzata in modo da essere idonea come base di rifornimento per le baleniere straniere.
Dalla metà del XIX secolo fino agli inizi del XX secolo, Chiloè riforniva di traversine in legno per ferrovie tutto il continente.

Questa crescita economica diede vita a nuove infrastrutture e la nascita di nuove città, cittadine e villaggi, tra i quali Quellòn, Dalcahue, Chonchi e Quemchi, oltre alle prime sorte durante la colonizzazione, Castro e Ancud, quest’ultima antica capitale e sede vescovile.

 

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