Regione: Chubu
Prefettura: Nigata
Popolazione: 55.474
Superficie: 855,69 Km2

L’isola di Sado, nelle prefettura di Niigata è una delle più grandi delle isole minori del Giappone.

Storicamente è famosa come luogo di esilio di personaggi illustri e più recentemente per le miniere d’oro che vi sono state trovate nel periodo di Edo.

L’isola è costituita da due catene di montagne parallele che si estendono da sud-ovest a nord-est.

Tra di queste vi è la piana centrale di Kuninaka che è la zona più popolata.

Il lago Kamo sul lato est di Kuninaka è salato ed usato per l’allevamento delle conchiglie.

Cosa Vedere a Sado

Sado oltre a essere l’isola celebre per gli esili e anche a un certo punto un porto importante nelle rotte marittime tra il Kansai e il nord del Giappone, è ricca di storia e ha un suo fascino nell’immaginario dei giapponesi.

E’ anche un’isola che vede un calo demografico perché molti giovani sono attratti dai vari centri urbani dello Honshu e c’è un invecchiamento della popolazione.

Il turismo rappresenta in ogni caso una risorsa importante. Il Festival della terra organizzato dal celebre gruppo di taiko, Kodo, è un evento importante che si tiene per tre giorni ad Agosto nei pressi della cittadina di Ogi con molti workshop di musica e danza tradizionale

Il gruppo invita altri musicisti da tutto il mondo dopo aver tenuto un concerto il primo giorno suona gli altri due giorni con i musicisti ospiti.

Il simbolo di Sado sono gli ibis crestati, una razza di ibis prima presenti in Cina, Corea e Giappone, ma alle soglie dell’estinzione nel 2000.
A Sado dopo alcuni programmi di allevamento in cattività sono riusciti a riportare la specie ad alcune migliaia di esemplari.

La visita a Sado non si fa per vedere un tempio particolare o un museo, ma per la bellezza del paesaggio e per vivere un’esperienza diversa, da quelli che sono i cliché della grande metropoli.

Le miniere d’oro di Sado (Sado kinzan) scoperte nel periodo di Edo producevano circa 400 kg di oro all’anno e rappresentavano un’importante risorsa per il governo Tokugawa.

Oggi è possibile visitare la miniera e dentro vi è un museo che racconta come l’oro venisse prodotto. E due percorsi nella miniera: uno che mostra la tecnica antica e uno le tecniche più moderne, in quanto l’attività è durata fino al 1989.

Si può anche visitare a Sado l’ufficio del magistrato che era responsabile delle miniere di oro e argento dell’isola.

La baia di Senkaku nella parte nord dell’isola è molto bella paesaggisticamente e merita una vista.

La cittadina di Ogi è famosa per le taraibune, barche a forma di tinozza, anticamente usate per raccogliere le conchiglie e le alghe nelle acque attorno a Ogi.

Storia a Sado

L’isola di Sado era popolata fin dal periodo Jomon e dal periodo di Nara costituiva una provincia a sé.

L’isola fu sotto il controllo del clan Honma e poi degli Uesugi. Con la scoperta delle miniere i Tokugawa presero loro il diretto controllo sull’isola.

Dopo il periodo Meiji venne resa parte della prefettura di Niigata.
Storicamente l’isola era nota per essere luogo di esilio fin dall’epoca più antica.

Tra gli esiliati più illustri l’imperatore Juntoku, esiliato per il suo ruolo nella guerra Jokyu.

Poi c’è il fondatore della setta buddhista che porta il suo nome Nichiren Daishonin e infine uno dei più illustri autori di teatro No, Zeami Motokiyo.