Il festival dei “Terroni fuorisede”

Il festival dei “Terroni fuorisede”

[Giugno 2018]

Nel comune di  Sesto San Giovanni nei sobborghi di Milano, in Italia c’è un festival che si chiama “Il festival dei terroni, fuori sede“.

Che sono i “terroni”?

Essendo una parola offensiva, normalmente non si dice ad alta voce e viene usata dalle persone che vivono nel nord dell’Italia, per indicare, in senso dispregiativo, gli italiani provenienti dal sud.

La parola deriva dal fatto che la maggior parte delle persone provenienti dal sud svolgeva lavori agricoli. Un corrispettivo in giapponese potrebbe essere “Donbyakushou”, che vuol dire “povero contadino”.

Normalmente se si pensa al sud si pensa alla Sicilia, alla Calabria, alla Campania e alla Puglia, in ognuna di queste regioni c’è la presenza della mafia.

A seconda dei casi questo concetto di Sud si estende anche a Roma e all’Abruzzo.

Questi “terroni” si spostarono in massa nel nord-Italia tra il 1950 e il 1960 ai tempi del boom economico.

La maggior parte venne per cercare lavoro nelle industrie che si andavano sviluppando.

Quindi sono in molti provenienti dal sud a vivere nel nord Italia e i loro figli e nipoti.

Questa festa si fa ogni anno per i “terroni” che vivono al nord e per le persone del nord interessate alla cultura del sud e dura 4 giorni.

Lo slogan dell’evento è “Siate affamati, siate terroni”.

Ci sono molte competizioni nel festival, come quella di mangiare cose piccanti, perché a sud si mangiano cose piccanti.

Noi siamo andati là l’ultimo giorno del festival.

Il nostro interesse era rivolto verso il cibo.

Abbiamo mangiato, dividendole, molte cose: alici e cime di rapa, frittura di pesce, carciofi, hamburger di maiale arrosto.

C’erano gli stand di ogni regione, avremmo potuto mangiare panini al polpo, arrosticini, arancini e tante altre cose. 

Dopo mangiato abbiamo ascoltato il concerto di una band.

La band si chiamava Sbandau ed era di Lecce, faceva un buon genere rap.

l cantante tarchiato, aveva una bella voce ed era molto coinvolgente.

Ogni tanto diceva “Terroni, applaudite” e qualcuno vicino a me non sembrava essere molto a suo agio.

Il posto dove si svolgeva il festival era una vecchia fabbrica in disuso.

La fabbrica di treni, armi e aerei chiamata Breda aveva qui un grande deposito che durante la seconda guerra mondiale venne bombardato e distrutto dagli alleati.

La Breda faceva anche i tram di Milano.

Anche adesso, con il nome un po’ diverso, è ancora in attività.

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