A Petrovaradin

A Petrovaradin

[Maggio 2018]

Nel visitare Novi Sad in Serbia prima di arrivare nel centro del paese, siamo andati in un antico villaggio che sta su un lato della sponda del Danubio che si chiama Petrovaradin.

Questo posto ha una storia più antica di Novi Sad  ed era un’altura con una certa importanza strategica.

La nostra guida Sara ci ha detto che essendo una base per l’impero austriaco ci vivevano molti slavi e c’erano sia una chiesa cattolica che una ortodossa, ma cominciarono a pensare che avere due tipi di chiese fosse una cosa non buona.

Così dall’altra parte del fiume costruirono un villaggio per gli slavi, che poi fu chiamato Novi Sad.

Ora Petrovaradin è divenuto parte di Novi Sad, che è cresciuta rapidamente.

Ho letto sulla guida che la fortezza fu rinforzata nel 16mo e 17mo secolo e furono fatte estese gallerie sotterranee in modo da poter nascondere fino a 30.000 soldati durante un attacco.

Si può anche visitare una parte delle gallerie, ma non ci siamo andati e ci siamo limitati a fare un giro sulla collina godendoci il bel panorama.

C’era anche una torre dell’orologio.

La lancetta dei minuti e quella delle ore erano state invertite.

Per le navi che navigano sul Danubio, infatti le ore erano più importanti dei minuti, quindi la lancetta più lunga dei minuti era stata messa a indicare le ore.

C’è un bel ristorante vivino alla torre da cui Sara ci ha detto si gode una vista fantastica, ma anche i prezzi pare siano fantasticamente alti.

E non ci siamo andati.

Questo ha portato mio marito a fare la domanda “Se il salario medio qui è di 400 euro, perché ci sono negozi così costosi?”

Sara ci ha detto che sono negozi per  i turisti e che 400 euro sono salari alti se si includono nel conto anche quelli particolarmente alti.

Il salario medio “realistico” è di 250 euro.

Mio marito ha detto che in città ci sono parecchi ristoranti.

Lei ha risposto che si va al ristorante solo in occasioni speciali, non ogni giorno.

C’erano anche dei negozi di souvenir per i turisti qui a Petrovaradin.

Uno vendeva magliette con le lettere dell’alfabeto cirillico serbo.

L’alfabeto cirillico serbo è come quello russo ma con alcuni caratteri speciali.

Un linguista chiamato Vuk Karadzic ai primi del 19 sec li inventò con la regola che ogni carattere avesse una sola pronuncia.

Ho chiesto a Sara di pronunciare i caratteri  ma per me che sono madrelingua giapponese sembrava ci fossero due caratteri per la pronuncia dei suoni ch e j.

Comunque nel centro di Belgrado le vie sono scritte sia in cirillico che in caratteri latini.

Oggi come oggi tutte e due gli alfabeti sono ufficiali.

Siamo scesi dalla collina e siamo andati in un ristorante vicino al fiume che si chiamava Aqua Doria.

Vi servivano pesce di fiume.

Abbiamo preso come antipasto pesce fritto, una zuppa chiamata “Som” e una specie di carpa.

La zuppa era particolarmente buona.

Il cameriere sembrava un po’ di malumore all’inizio e io ho pensato che era perché siamo venuti fuori dall’orario usuale eravamo un po’ di disturbo.

Ma a poi ho capito solo che era il suo modo di fare e che era gentile e disponibile.

A volte in nell’Europa dell’est si incontrano questo tipo di persone.

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