
Uno dei miei obiettivi del viaggio in Hokkaido era quello di conoscere meglio gli Ainu, una popolazione indigena che abita il nord del Giappone.
Siamo andati al museo degli Ainu a Shiraoi.
La maggior parte dei visitatori erano ovviamente gruppi organizzati venuti in autobus, ed è stato un po’ difficile venire in treno.
Il problema è stato che i treni non passavano frequentemente.
Tuttavia, ne è valsa la pena.
Prima di tutto abbiamo fatto una visita guidata ascoltando spiegazioni in merito alla vita degli Ainu, abbiamo visto le loro danze tradizionali e abbiamo ascoltato la loro musica.
Questa finestra della foto si affacciava a est.
Sembra che gli Ainu credevano che le divinità si trovassero a est e tramite questa sacra finestra potevano comunicare con loro.
Quindi non si possono buttare cose da essa e non si può sbirciare dentro l’edificio affacciandosi da fuori.
Un’altra cosa interessante è che le donne si facevano dei tatuaggi sulla bocca e sulle mani quando raggiungevano una certa età e questo significa che erano diventate adulte e si sposavano.
La danza è stata elegante.
Anche la musica di strumenti tradizionali è stata interessante.
I salmoni appesi sopra il fuoco erano reali.
Non solo conservavano il cibo, ma lo usavano anche come merce di scambio.
Tutto è stato molto interessante, ma l’unica cosa negativa è stata il cattivo comportamento degli spettatori.
Non sono riuscita a capire esattamente da dove venissero, ma erano dei turisti del sud-est asiatico.
Il livello culturale delle persone si manifesta in questo tipo di occasioni, vero?