A Belgrado

A Belgrado

Siamo andati a Belgrado, la capitale della Serbia.

Per me era la prima volta, mio marito negli anni 80 c’era stato due volte.

Allora, com’è noto, il nome del paese era Jugoslavia.

Abbiamo preso un volo da Londra che andava a Belgrado facendo scalo a Monaco di Baviera.

La compagnia era la Lufthansa e sono rimasta stupita dal fatto che pur essendo un volo breve in Europa ci hanno offerto sandwich e bevande.

Pensavo che in questi voli europei non offrissero niente.

Dopo l’aeroporto di Monaco, che è un po’ il simbolo della Germania, enorme e razionale, quello di Belgrado mi è apparso molto semplice.

Però il fatto che il nastro bagagli fosse fatto in modo da uscire dal bagagliaio di un 500 era divertente.

Nella guida c’era scritto che al terminale di arrivo c’era un ufficio turistico che procurava i taxi per il centro della città, ma non lo abbiamo trovato.

Abbiamo visto solo un sospetto sportello con la scritta gialla dei taxi sopra.

Siamo andati lì e abbiamo chiesto riguardo ai taxi e ci hanno dato un biglietto dicendoci che i  taxi ci avrebbero portato al centro per 15 euro.

Lo staff era gentile e amichevole e non aveva niente di sospetto.

Sulla strada dall’aeroporto abbiamo visto alberi e piante che crescevano ingarbugliati come in una giungla, perciò c’era molto verde.

C’era un autobus con la bandiera serba e quella giapponese e c’era scritto sopra “Donato dai giapponesi”.

Ho pensato che le relazioni tra i due paesi debbono essere buone.

Siamo scesi all’ingresso della zona pedonale per andare al centro della città.

Il nostro hotel, hotel Dominic si trovava al numero 30 di questa strada.

Suonato il campanello ci hanno aperto la porta di entrata e entrando  sono rimasta stupita.

L’ingresso era molto messo male e ho iniziato a preoccuparmi.

Siamo saliti al terzo piano con un veccho ascensore.

Siamo andati attraverso un’altra porta e ho tirato un respiro di sollievo.

Un piano di questo vecchio edificio era il nostro hotel.

La stanza era bella e pulita senza problemi.

L’unica cosa particolare è che la porta tra la stanza da letto e il bagno era fatta di vetro, perciò c’era una tenda a separarli.

La receptionist Dragona parlava bene inglese ed era simpatica, ci ha aiutato molto.

Gli altri receptionist non erano male ma Dragona era la migliore.

La location era perfetta, proprio al centro della città.

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