Il balletto dei cavalli

Il balletto dei cavalli

[Novembre 2016]

Jerez de la Frontera in Spagna è anche la mecca dell’equitazione.

Una scuola di equitazione chiamata “Andalusia reale” teneva un show aperto al pubblico.

E’ un evento che non fanno spesso e essendoci uno show in quel giorno che eravamo là siamo andati a vederlo.

In una specie di ampia palestra avevano coperto il pavimento di sabbia e tutto attorno erano stati messi i posti a sedere per gli spettatori.

Pare ci fosse una capienza di 1600 posti.

Prima di iniziare  è passato un signore che vendeva noccioline in dei pacchetti di forma cilindrica. Non avendo mai visto una cosa simile ho percepito la  differenza culturale.

Quando lo show è iniziato sono rimasta colpita dal titolo che gli avevano dato:” Come ballano i cavalli dell’Andalusia”.

Ovviamente non è che facessero piroette come uno potrebbe aspettarsi dalla definizione “balletto dei cavalli”, ma facevano comunque dei passi simili all’entrechat.

Tanto tempo fa in Ungheria avevo visto degli spettacoli acrobatici di cavalli, ma qui erano completamente diversi, qui cavalli eseguivano da soli i passi di danza a ritmo della musica.

Ovviamente c’era anche l’abilità dei cavalieri a fare la sua parte.

E anche i costumi di questi ultimi erano molto interessanti.

Sembra fossero costumi tradizionali del diciottesimo secolo.

In mezzo a loro c’era solo una donna.

Lo spettacolo durava 90 minuti e il biglietto costava 21 euro.

Non essendo possibile assistere a un spettacolo simile altrove è valsa la pena spendere i soldi del biglietto.

Purtroppo non si potevano fare foto durante lo spettacolo, così pubblico le  mostro le foto che erano nel dépliant che ho comprato.

Questa scuola di equitazione era un po’ lontana dal centro, perciò ci siamo arrivati in taxi, ma al ritorno abbiamo fatto una passeggiata.

Sulla strada del ritorno siamo passati vicino al luogo dove si svolge la corrida.

Non ho mai assistito alla corrida, ma penso anche questa sia un altro aspetto davvero peculiare di questa cultura.

Sui muri c’erano delle targhe che presentavano i vari tori.

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