La città di Bosa e la sua storia

La città di Bosa e la sua storia

[5 maggio 2018]

A Bosa in Sardegna dopo aver pranzato ci siamo diretti verso il castello che sta sulla collina che sovrasta la città.

Ai due lati della via, un labirinto di salite e scalinate, c’erano da una parte e l’altra  i muri delle case di tanti colori dalle tonalità pastello.

Qua e là erano appese come a decorare delle lattine colorate in cui erano coltivate delle piante e testimoniavano l’impegno di tutti per abbellire il paese.

Ora pioveva e ora smetteva e abbiamo proseguito aprendo e chiudendo gli ombrelli fino a giungere in un punto in cui si apriva la vista del panorama dell’intero paese.

Potevamo vedere la distesa dei tetti delle case che erano tutti arancioni.

Al di là del fiume Temo che scorreva sinuoso, si vedeva in lontananza il mare.

Siamo entrati nelle mura del castello e all’interno della dimora c’era una piccola chiesa.

Malgrado la chiesa fosse piccola il suo nome era molto lungo: Nostra Signora de sos Regnos Altos.

Dentro non si potevano fare foto, però c’era un’affresco molto bello che aveva un aspetto antico e in un momento in cui non c’era nessuno ho scattato rapidamente una foto.

Poiché non sapevamo nulla della chiesa e del castello, poi abbiamo acquistato un piccolo opuscolo su Bosa.

Su questo era scritto che prima Bosa era sull’altra sponda del fiume Temo a due chilometri all’interno.

Per sfuggire alle ripetute scorribande dei pirati arabi la popolazione abbandonò il villaggio.

In seguito, nell’undicesimo secolo, il villaggio venne ricostruito nella posizione attuale, vicino al porto sul fiume.

Il castello risalirebbe al XII o al XIII sec. e si pensa che prima, all’interno delle sue mura, ci fosse un piccolo villaggio.

La piccola chiesa (20,25 metri di lunghezza e 5,7 metri di larghezza) dal lungo nome era stata allargata e rimaneggiata molte volte e c’erano i resti dei lavori di restauro. Non ci sono documenti su quando il primo nucleo sia stato costruito, ma il portale pare sia stato fatto nel XIV sec.

Anche l’affresco si pensa risalga allo stesso periodo.

Nel medioevo la Sardegna era divisa in 4 regioni autonome chiamate Giudicato.

Bosa fu parte del Giudicato di Arborea per un luongo periodo, e sotto il dominio di un signore chiamato Mariano la sua economia, arte e cultura videro il loro massimo splendore nella metà del XIV secolo.

In seguito in un periodo successivo nel 19mo secolo fu sotto il dominio dei Savoia e c’erano lungo il fiume molte concerie di pelle e questa era l’attività principale del luogo.

Dopo essere scesi dal castello abbiamo passeggiato un po’ lungo il fiume.

Abbiamo saputo dopo, ma uno delle antiche fabbriche per la concia delle pelli era ora stata trasformata in un museo.

Intanto si avvicinava l’ora in cui dovevamo prendere il bus per tornare ad Alghero.

Da Alghero a Bosa c’erano due autobus al giorno, ma per tornare ad Alghero ce n’era solo uno.

Per fortuna tutti hanno trovato posto, ma ovviamente l’autobus era pieno.

Mi stavo appisolando e quando mi sono svegliata stava diluviando.

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