La visita turistica di Mosca sotto la pioggia

La visita turistica di Mosca sotto la pioggia

[Agosto 2017]

Il secondo giorno a Mosca in Russia era un freddo giorno di pioggia.

Nella mattinata, come il giorno prima, ci accompagnava nella visita a nostra guida Masha.

Masha ci ha detto che in Russia ci sono solo due stagioni “L’inverno verde e l’inverno bianco”.

Il primo posto che abbiamo visitato è stato il Monastero di Novodevičij, costruito nel 1524.

Fin dal periodo più antico era usato per confinare le mogli ripudiate e la guida ci ha detto che quando Pietro il Grande vi rinchiuse  la sorella e poi la moglie e per evitare rivolte le rinchiuse nella torre nei suoi precinti.

L’abbiamo visto da fuori, da un parco su uno stagno vicino, dove c’erano anche delle statue di una fila di anatre regalate da Barbara Bush, l’ex first lady statunitense.

Dopo siamo andati alla Collina dei passeri.

Qui c’è l’università di Mosca che è u esempio di architettura stalinista. Vi studiano 40.000 studenti.

Poiché era brutto tempo la cima dell’edificio era nascosta tra le nubi.

La guida ci ha detto che per la direzione dei venti questo è il posto migliore per vivere di tutta Mosca.

Dopo siamo andati al centro della città, vicino alla Piazza Rossa.

Abbiamo visto il Bolschoi in cui non siamo entrati e quello che era stato in passato il quartiere generale del KGB, la Lubjanka.

Sfortunatamente anche quel giorno al piazza Rossa era chiusa.

Ma grazie all’abilità della nostra guida Masha siamo riusciti lo stesso ad entrare per un po’, giusto il tempo di fotografare il Mausoleo di Lenin e la cattedrale di San Basilio.

Poi siamo entrati negli enormi magazzini GUM che sono di fronte alla Piazza Rossa.

La cosa principale per cui eravamo entrati lì era per andare nel bagno, che era al terzo pino e costava 30 rubli.

Questi grandi magazzini erano stati fatti prima della Rivoluzione ed erano divenuti i magazzini statali e il loro attuale nome è l’acronimo di quella vecchia denominazione.

Ora sono stati privatizzati e sono simili  a qualsiasi altro grande magazzino, ma io e mio marito entrambi ricordavamo che ai tempi dell’Unione Sovietica c’erano dei commessi vicino alle cose in vendita quasi per proteggerle ed evitare che i clienti potessero toccarle.

Dopo, durante il tempo libero, siamo andati a prendere i soldi nel bancomat dentro i magazzini, ma essendoci un limite massimo di 5000 rubli, abbiamo dovuto prelevare per ben tre volte.

Poi siamo andati in un negozio di cioccolata di lungo corso chiamato Cioccolata Alionka e abbiamo comprato un po’ di barrette di cioccolato come souvenir.

Il logo di questo cioccolato con il disegno di una ragazza mi è molto familiare, perché ogni volta che i miei colleghi andavano in Russia ci portavano questo cioccolato come souvenir.

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