San Isidro a Buenos Aires

San Isidro a Buenos Aires

[Marzo 2018] Il secondo giorno a Buenos Aires in Argentina siamo subito andati a fare un giro fuori le mura.

Questa volta prima di arrivare avevamo prenotato tre tour locali.

Li abbiamo richiesti tramite “Tours by locals” uno dei siti in cima alla lista quando abbiamo cercato visite guidate della zona.

Questi tour includevano la guida e l’autista e non erano certo economici, ma in base al risultato posso dire che sono affidabili e sicuri.

La nostra guida Elisabet precedentemente era stata un’insegnante di inglese.

L’appuntamento era alle 9, e 30 ma è venuta a prenderci in hotel alle 9 e 28.

Questa cosa in Giappone è la norma, ma vederlo fare all’estero mi è apparso rivoluzionario.

Tanto più che siamo in America Latina

La volta prima quando siamo andati in Colombia la prima cosa che ci ha detto l’addetto dell’agenzia è stata “Prendetevela con calma, siamo in Sud America”.

Elisabet ci ha portato in regalo una bottiglia di vino argentino.

Anche questo modo di comportarsi è un po’ giapponese.

Come è ben noto l’Argentina è una nazione formata in gran parte da immigranti provenienti dall’Europa, pensavo che fossero tutti di origine italiana o spagnola, ma gli antenati di Elisabet erano ungheresi.

La popolazione argentina è davvero un misto di razze e popoli.

Lo scopo del tour di oggi era un giro in barca sul delta del fiume Parana che si unisce col La Plata.

Per prima cosa siamo andati dalla parte alta di Buenos Aires verso l’area residenziale di San Isidro.

Lungo la strada abbiamo visto molti alberi con fiori rosa che gli argentini chiamano Palo borracho che vuol dire  “tronco ubriaco”.

Questi alberi conservano l’acqua nei loro tronchi e alcuni sembrano dei larghi barattoli.

I colori non sono solo rosa chiaro, ma anche lilla e bianchi.

In Italia è conosciuto come Chorisia o albero bottiglia.

Ci siamo fermati in un punto dove si vedeva Buenos Aires da lontano, al di là del fiume.

Il fiume color caffè latte di fronte a noi era il Rio la Plata il più largo del mondo.

Chi dice che la foce è di 220 km, chi dice 275 comunque si distende davanti allo sguardo come un mare.

Il colore dell’acqua non è dato dal fatto che è sporco, ma perché il fondo sottostante è scuro.

Mi ha ricordato il fiume Newa di San Pietroburgo che era nero.

Comunque nuotare era vietato in questa parte del fiume.

Si vedevano dei pesci nuotare e c’erano anche dei pescatori, ma non abbiamo avuto modo d assaggiare il pesce del fiume La Plata.

Nella zona di San Isidro ci sono alcune bellissime case di gente ricca.

Abbiano notato molte cabine grige che sembravano cabine telefoniche, ma pare siano posti dove stanno gli addetti alla sicurezza privati.

Sono assunti dai residenti della zona.

Ci siamo fermati a guardare la casa di Luis Vernet il primo governatore delle isole Malvinas.

Elisabet ci ha detto che questa casa è al momento disabitata e sta cadendo in rovina.

Era molto bella e abbiamo parlato di come sarebbe una buona idea farne un museo.

Per quanto riguarda poi il conflitto tra Argentina e Inghilterra che fu combattuto per i diritti territoriali sulle Falkland l’opinione di Elisabet era che il governo militare lo scatenò per distogliere l’attenzione della gente dai problemi interni.

E la cosa interessante è che il Cile, che è la nazione confinante con l’Argentina era dalla parte dell’Inghilterra.

Non lo sapevo ma Cile e Argentina sono proprio ai ferri corti.

Una volta stavano per avere un conflitto per ragioni di confine, nel periodo che venne in visita Giovanni Paolo II e riuscì a mediare evitando la guerra.

Ora capisco perché all’epoca la prima ministra inglese Thatcher era così amica di Pinochet.

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