Sant’Antonio de Areco, la città dei gauchos

Sant’Antonio de Areco, la città dei gauchos

[Marzo 2018]

Il giorno dopo abbiamo fatto un tour a Sant’Antonio de Areco, fuori Buenos Aires in Argentina.

E’ una città di 24000 abitanti nella pampa a 125 kilometri a Nord-Ovest di Buenos Aires.

Qui l maggior parte degli abitanti è costituita da gauchos.

Andando a vedere la voce “gaucho” sul dizionario c’è scritto “pastore della pampa, simbolo di libertà e di prestanza maschile”.

Seconda la nostra guida Elisabet loro sono vagabondi venuti nel 1700 dalla Spagna felici solo se hanno la chitarra, i cavalli e il mate.

Nel 1900 iniziarono a essere impiegati nelle fattorie e fu la fine della libertà.

Ogni anno a novembre fanno un evento qui a  San Antonio de Areco che si chiama “giorno della tradizione”, quel giorno pare che il posto sia particolarmente animato, ma quando siamo andati noi era il mezzogiorno di un giorno normale.

Anche il centro del paese, la piazza Luiz de Arellano era molto tranquilla.

Dopo aver visitato una tipica casa coloniale abbiamo visitato alcuni negozi.

Il primo negozio che abbiamo visitato si chiamava Arandu e vendeva coltelli, arnesi e altri oggetti dei gauchos.

Ma come negozio per gaucho era troppo pulito e ordinato quindi ho pensato che è più probabile fosse un negozio per turisti.

C’erano anche delle borse da donna e delle sciarpe fatte con disegni tradizionali.

Qui ci hanno detto di un animale chiamato capibara.

Secondo il depliant che ci hanno dato è un roditore che può arrivare a 122 cm di lunghezza e a 80 chili di peso.

Vive nelle lagune ed è un ottimo nuotatore.

Il cuoio è morbido e forte e resistente all’acqua, ma la pelle ha spesso dei graffi perché loro combattono per le donne.

La pelle è marrone chiara con dei disegni sulla superficie.

Siccome ci è piaciuta abbiamo comprato una borsa e una cintura.

Nel negozio successivo chiamato il Bagual vendevano oggetti di tessuti, come i poncho dei gauchos.

Abbiamo trovato delle belle tazze per il mate ricoperte di pelle di capibara.

Sebbene le volessimo usare solo per ornamento hanno aggiunto la bacchetta metallica che loro usano per il mate.

Nel negozio successivo, Casas Oberti, vendevano oggetti d’argento.

Era usato l’argento per i coltelli dei gauchos, e per cinghie speciali.

Ma la cosa che ho appreso qua è riguardo a una lega chiamata Alpaca.

Credevo che l’Alpaca fosse un animale il cui pelo è molto soffice e adatto per fare maglioni, ma qui ho saputo che esiste anche una lega di nichel, zinco e ferro che è anch’essa chiamata alpaca.

Poiché ha una consistenza simile all’argento, costando meno, è spesso usato al suo posto.

Abbiamo comprato un portafoto fatto di questo materiale e di cactus.

Sono sempre attratta dall’artigianato locale.

Quando a casa li guardo mi torna alla mente l’atmosfera delle terre lontane dove li ho acquistati.

Dopo gli acquisti abbiamo visitato la chiesa di Sant’Antonio di Padova sulla piazza principale.

La città è stata costruita attorno alla chiesa e la data di nascita della città, 23 ottobre 1730 è scritta sulla facciata della chiesa.

Era una bella chiesa la , e la mia attenzione è stata attratta dalla foto di un gaucho vicino all’altare.

Elisabet ci ha detto che è un gaucho che è stato fatto santo.

Ho visto su internet e si tratta di Jose Gabriel del Rosario Brochero nato nel 1840 nella provincia di Cordova 700 km a nord di Buenos Aires.

Era venerato come “il prete dei gauchos” ed era stata fatto santo appena nel 2016.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *