Cuba 8

Cuba 8

Diario di viaggio 8° ed ultimo giorno: Havana ( Cuba )

Il tassista che ci ha accompagnati da Varadero all’Havana, era una persona molto scura di pelle e un po’ minacciosa.

Anche il totale silenzio è stato pauroso.

Tuttavia, la musica che abbiamo ascoltato in macchina, solo Salsa, mi è piaciuta molto.

L’ultima sera abbiamo dormito all’Hotel Siviglia, dove in passato hanno pernottato persone del calibro di Al Capone e Graham Green.

La mia guida consigliava di dargli un’occhiata anche senza per forza dormirci.

Certamente valeva la pena di vedere la magnifica Hall, ma la stanza era un po’ squallida, di gusto un po’ vecchio.

La mattina presto, dato che non si apriva la porta del bagno, ho dovuto chiedere aiuto per potermi cambiare i vestiti.

Lo staff dell’hotel si è comportato davvero in modo gentile.

Il piano bar della hall si trovava in un giardino, dove c’era musica dal vivo ed era molto bello.

Tuttavia, il tempo si è guastato, tirava un forte vento e ha iniziato a far freddo.

Che dire dell’Havana… Prima di tutto siamo andati nel vecchio quartiere che si chiama Havana Vieja.

In altre parole il quartiere dove c’è l’hotel Florida in cui abbiamo pernottato il primo giorno, mentre il Siviglia hotel si trova in centro.

Prima di tutto abbiamo provato a seguire esattamente il percorso a piedi che era indicato sulla mia guida, ma il tassista ci ha fatto scendere in un posto sbagliato.

Dato che anche l’indicazione chiesta ad un passante era sbagliata, abbiamo deciso di fare il contrario di quello che diceva la mia guida.

Il tassista intanto fischiettava alcune opere di Rachmaninoff.

Prima di tutto senza saperlo ci siamo trovati di fronte la cattedrale.

Poi abbiamo trovato una chiesa dedicata a San Francesco D’assisi che si trovava in mezzo ad un magnifico giardino.

Non solo questo: era una zona dove si poteva scattare fotografie interessanti in qualsiasi direzione.

Perdendosi ci siamo stancati e abbiamo trovato ristoro in una caffetteria che produceva birra locale.

Il cantante della band che c’era qui, cantava ad alta voce per i turisti e ha spinto tutti a lasciare delle mance.

Molto bello! In questo paese è consuetudine pagare lasciando grandi mance.

Inoltre, i Pesos che utilizziamo noi turisti, chiamati CUC valgono 25 volte i pesos degli abitanti del posto.

Per questo motivo i prezzi sono molto diversi rispetto ad esempio al Regno Unito, e si va incontro ad un grande sperpero.

Dato che è un paese povero, non penso ci sia altro da fare…

Però, purtroppo, c’è l’usanza di estorcere in qualsiasi modo i soldi ai turisti.

Le donne anziane posano indossando abiti locali come fossero modelle chiedendo soldi, una singolare e amichevole coppia ci ha avvicinati con una bugia proponendoci una caffetteria ed io ho risposto “Domani torno in Giappone”, Mi è piaciuto prendere i taxi qui, ma gli autisti insistono per non ridare il resto e paghi il prezzo maggiorato… Per strada ero sempre in tensione.

In seguito, Malecon è stato una delusione, il mare era tranquillo.

In genere qui si infrangono grandissime onde.

Secondo le statistiche alcune coppie locali sono morte qui.

Mentre ero seduta a scattare fotografie si è avvicinata una ragazza amichevole.

L’ho fatta mettere in posa per una fotografia.

I genitori mi sembravano un po’ imbarazzati, ma la ragazzina in futuro credo diverrà una modella.

Dato che il giorno successivo il volo di ritorno era alle 8 di sera, nel pieno della giornata abbiamo passeggiato per il centro dell’Havana.

Diversamente dal quartiere vecchio questa è una zona frequentata dagli abitanti locali.

Per strada c’erano dei ragazzi che giocavano a baseball.

Quindi, anche se questo paese odia le abitudini americane, così come il Giappone, il baseball è uno sport molto praticato.

Inoltre anche gli edifici, nell’ossatura mantengono lo splendore dello stile europeo di una volta, ma sembrano tutti decadere in stato di abbandono.

Come c’era da aspettarsi sui telai delle finestre asciugano il bucato.

Anche nella città di Porto ho pensato che fosse necessario ristrutturare gli edifici, ma qui è proprio esagerato.

Per concludere: il viaggio a Cuba è stato caratterizzato da una forte esperienza di diversità culturale.

Spero che Fidel Castro viva a lungo.