Il bellissimo museo di Stalin

Il bellissimo museo di Stalin

[Luglio 2018]

Gori un paesino a 80 km a est della capitale della Georgia, Tbilisi, ‘è nota perché è la città natale di Stalin.

Qui c’è un bellissimo museo.

E’ il museo di Stalin.

Quando siamo arrivati la visita guidata in inglese era già iniziata, perciò noi, un po’ nel panico, ci siamo uniti al gruppo a tour già iniziato.

Il gruppo era numeroso, le labbra della guida, di un rosso acceso. non si vedevano bene e non si sentiva bene, ma comunque ho potuto ascoltare molte cose interessanti.

Il padre di Stalin era un calzolaio e un uomo violento.

Picchiava spesso Stalin quando era piccolo.

La madre era, invece, una sarta molto devota e lo fece entrare in una scuola religiosa.

Espulso dalla scuola, poiché leggeva i libri di Marx, che erano vietati, divenne un attivista.

Catturato 7 volte e spedito in Siberia era riuscito a sopravvivere, scappando.

Però l’ultima volta che era stato catturato era stato picchiato duramente e si dice che per questa ragione avesse un braccio più corto.

Avvicinatosi a Lenin acquistò un’influenza sempre maggiore, sebbene sembra che Lenin avesse lasciato detto che era troppo rozzo e assetato di potere e che il suo successore doveva essere Trockij.

Stalin fece esiliare e poi uccidere Tockij conquistando il potere.

Lui aveva avuto un figlio dalla prima moglie, che nella Seconda Guerra mondiale fu catturato dai tedeschi.

A Stalin fu proposto uno scambio con un generale tedesco prigioniero, ma egli rifiutò dicendo che considerare suo figlio in maniera diversa dagli altri sarebbe stato un errore e pare che poi morisse in un campo di concentramento.

Sposò poi  una donna più giovane ed ebbe un figlio e una figlia. Il figlio divenne alcolizzato e la figlia dopo la morte di Stalin andò a vivere in America passando per l’India.

La seconda moglie  si suicidò.

Con Beria, un personaggio anch’egli proveniente dalla Georgia Stalin inaugurò lo scellerato periodo delle purghe, ma negli ultimi anni cominciò ad averlo in odio per qualche motivo e nel quadro i cui è rappresentato insieme ad altri membri del suo entourage, la sua immagine è coperta di vernice bianca.

C’è anche una teoria in base alla quale Beria avrebbe fatto avvelenare Stalin.

Il fiore all’occhiello del museo è il calco del volto della salma di Stalin.

Di questo calco ci  sono in tutto 9 esemplari e questo qui conservato è il sesto

La guida ci h detto che i calchi vengono fati in ordine successivo, e i calchi divengono man mano più piccoli.

Il corpo di Stalin era stato originariamente inumato nel mausoleo di Lenin che si trova a Mosca, ma era stato tolto da lì ai tempi di Khrushchev.

Fuori dall’edificio principale qui c’era una sorta di mausoleo con la ricostruzione della sua semplice casa natale in legno e col tetto in cemento e del suo treno speciale, che aveva fatto costruire perché aveva paura dell’aereo.

Era tutto interessante anche se ero in parte sorpresa che a un personaggio storico sanguinario che può essere paragonato a Hitler, fosse dedicato un museo così bello e ricco.

In questo museo egli è trattato come un grande personaggio storico che sono esposti con gran cura la sua storia e le cose a lui appartenute.

Solo in una piccola stanza al piano terra erano messe in mostra i crimini connessi alle sue purghe ed era state aggiunta solo nel 2010.

La guida aveva parlato di questa stanza come quella che mostrava il suo lato cattivo.

Una donna del gruppo ha detto “Ma perché c’era anche un lato buono?”.

Dopo il tour Ana ci ha detto che c’è ancora gente della generazione dei suoi nonni che vede Stalin come un eroe e festeggia ancora il suo compleanno, etc.

Questo perché, ci ha detto, lui era georgiano e durante il suo governo i georgiani erano stati trattati relativamente bene.

Davanti al municipio di Gori c’era una statua enorme di Stalin, ma quando Saakashvili era stato presidente della Georgia, era stata rimossa.

La via principale si chiamava ancora via Stalin.

Ana, che è nata qui, ci ha detto che i giovani avevano fatto una campagna per trasformare il nome della via in Via Europa, ma senza successo.

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