La felice Mandrogi

La felice Mandrogi

[Agosto 2017]

Il primo porto di attracco durante la nostra crociera in Russia era il villaggio di Mandrogi sul fiume Svir.

E’ un villaggio nuovo riconosciuto come villaggio nel 1999 e l’intero villaggio è un parco tematico.

Il business fu iniziato da un uomo d’affari in questa landa desolata nel 1996. Egli costruì numerose e deliziose case di legno tradizionali russe che ora sono divenute laboratori artigianali, hotel, ristoranti, etc.

Direi che è un luogo di villeggiatura per russi.

Nelle spiegazioni relative ai posti in cui passavamo che ci davano ogni mattina il capogruppo ci aveva spiegato che  la via di navigazione che stavamo percorrendo non era stata creata dopo il periodo sovietico per i turisti stranieri, ma era una via di navigazione da sempre usata in Russia.

Prima quest’area era chiamata Karelia e la popolazione che vi abitava si chiamava Veps.

Durante la seconda guerra mondiale i tedeschi la occuparono e le gente del posto veniva internata e non tornava indietro.

Ora è un villaggio vero e proprio e la gente non lavora solo  nel parco tematico per i turisti, ma vive qui.

Il capogruppo ci ha introdotto il posto quasi scusandosi,  dicendo che era un po’ infantile per i turisti stranieri, ma io in realtà mi sono divertita molto.

Appena arrivati abbiamo avuto circa un’ora di tempo libero, così abbiamo girato per  i negozi di artigianato.

E’ stato il miglior posto per fare shopping di questa vacanza.

Per esempio nel negozio di Olga che fa gioielli con pietre semipreziose che vengono da tutta la Russia e cuoio, abbiamo comprato tre pendenti.

E da Anna che fa che fa complicati intrecci con la corteccia delle betulle bianche abbiamo comprato una bella scatola.

Mi sarebbe piaciuto guardarmi attorno di più ma il nostro pasto era fissato per le due e un quarto e siamo dovuti andare sotto una grande tenda.

La carne era buona, ma le posate di plastica davano un aspetto così povero che rovinavano il pasto.

C’era un palco e musicisti della nave. Nina e Igor hanno fatto canzoni popolari russe, ma il volume era troppo alto.

Qualcuno si è lamentato e il responsabile della crociera Elena li ha fermati bruscamente e Nina mi è sembrata piuttosto ferita. Mi è dispiaciuto per loro.

Mi sarebbe piaciuto che ci avessero dato tutto il tempo libero senza organizzare il pasto.

La coppia con cui mangiavamo ci hanno detto di aver visto splendidi tessuti che noi non abbiamo visto.

Avremmo anche potuto visitare il museo della vodka nel villaggio, se avessimo avuto più tempo.

Siamo solo stati circa due ore.

Dopo essere risaliti sulla nave il capogruppo Paul ci ha fatto una lezione su Rasputin.

Rasputin era nato in una famiglia contadina in Siberia e si si diceva avesse il potere di guarire le ferite degli animali fin da quando era bambino.

Alessandra che fu la moglie dell’ultimo imperatore Nicola secondo era la nipote della regina Vittoria d’Inghilterra, ma era stupida e superstiziosa.

Nicola dava ascolto alla moglie e per questo Rasputin fu chiamato a corte.

Quando Rasputin fu quasi assassinato e stava riprendendosi dalle sue ferite  la Russia entrò nella prima guerra mondiale.

Rasputin cercò di bloccare l’entrata in guerra. Vi morirono 4 milioni di persone.

Paul ha detto che questo è un grande ” se” nella storia, intendendo che Rasputin non fosse  via per le ferite  forse la Russia avrebbe potuto evitare questa perdita e la successiva rivoluzione.

Alla fine Rasputin fu ucciso da un

ricco aristocratico chiamato Felix Yusupov che usò del veleno e una pistla per ucciderlo, ma egli non morì facilmente.

Comunque questo Yusupov fuggì dalla Rivoluzione nell’Europa occidentale usando le sue ricchezze, ma alla fine della sua vita divenne povero e visse come tassista a Parigi.

Paul ci ha detto che non ha mai preso una qualifica come insegnante, ma che ha studiato la storia russa solo per il suo personale interesse.

Ma faceva lezioni in modo professionale come se leggesse un testo scritto senza neanche fermarsi un momento di indecisione, cosa che lasciava stupiti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *